“Fate quello che vi dirà”: portare vino nuovo, fino all’orlo, camminando insieme.

Strenna 2026
“Fate quello che vi dirà”: portare vino nuovo, fino all’orlo, camminando insieme.

Il 25 gennaio 2026, in apertura alle celebrazioni dedicate a San Giovanni Bosco, nella Casa Salesiana di Macerata si è vissuto un momento di particolare intensità spirituale e comunitaria con la presentazione della Strenna 2026 del Rettor Maggiore. Un’occasione per lasciarsi interrogare da una parola evangelica semplice e radicale: «Fate quello che vi dirà», un incontro che ha assunto un significato ancora più profondo perché ha visto coinvolte, in un unico orizzonte educativo e pastorale, la comunità salesiana di Macerata e quella di Civitanova Marche.

Il titolo della Strenna – «Fate quello che vi dirà» – richiama il celebre episodio evangelico delle nozze di Cana. È una frase semplice, ma capace di orientare scelte, stili di vita e responsabilità educative. Maria non prende il posto di Gesù, non offre soluzioni: invita alla fiducia, all’obbedienza del cuore, a un ascolto che diventa azione.

La Strenna 2026 si sviluppa attorno a quattro parole chiave: guardare, ascoltare, scegliere, agire, che non descrivono un programma, ma un percorso spirituale e comunitario. Guardare la realtà così com’è, senza idealizzazioni, senza nostalgia del passato, né paura del presente; ascoltare in profondità, il Vangelo e la vita, soprattutto la voce dei giovani; scegliere con discernimento, lasciandosi guidare dallo Spirito; agire con fedeltà e generosità, senza riserve.

Alle nozze di Cana il miracolo accade perché qualcuno riempie le anfore fino all’orlo. Non a metà, non con prudenza calcolata, ma con abbondanza. È un’immagine che interpella profondamente il carisma salesiano. Don Bosco ha vissuto così la sua missione: spendendosi senza risparmiarsi, fino all’ultimo, per i ragazzi che gli erano affidati. Essere oggi testimoni autorevoli e credibili significa assumere lo stesso stile: un impegno totale, coerente, riconoscibile.

In questo orizzonte si colloca anche l’invito del direttore della Comunità Salesiana, don Francesco Galante, a orientare il “fino all’orlo” verso i più poveri. Non come gesto episodico, ma come criterio evangelico che guida le scelte educative e pastorali. Il vino nuovo del Vangelo nasce sempre laddove c’è una mancanza, un’attesa, una sete di senso e di dignità.

La riflessione condivisa nella tavola rotonda, animata da Suor Ilaria Balducci, Direttrice Comunità FMA "Madonna di Loreto" di Macerata, dalla Dott.ssa Giuli Lattanzi, Coordinatrice Provincia Adriatica Salesiani Cooperatori e dal Dott. Bernardo Cannelli, Presidente Provincia adriatica Ex- allievi Don Bosco e moderata da Don Francesco Galante SDB, direttore della Comunità Salesiana, ha restituito con forza il volto di una Famiglia Salesiana unita, capace di camminare insieme nella diversità delle vocazioni e dei ruoli: religiosi, religiose, laici, educatori, cooperatori ed ex-allievi. L’accoglienza della comunità di Civitanova Marche dentro questo cammino comune è segno concreto di una comunione che non è solo organizzativa, ma profondamente carismatica: insieme si custodisce meglio il sogno di Don Bosco, insieme si genera futuro.

“Fate quello che vi dirà”: non è un imperativo che schiaccia, ma una consegna che libera. È l’invito a fidarsi ancora, a portare vino nuovo in un mondo assetato di speranza, a riempire le anfore della quotidianità con gesti semplici e veri. Fino all’orlo. Insieme.

di Francesca Marcantonelli, salesiana cooperatrice