Via Crucis: la riflessione di Suor Ilaria

Quaresima 2022
Via Crucis: la riflessione di Suor Ilaria

Presegue il cammino con la testimonianza di Suor Ilaria, fma. 


Sono figlia di Maria Ausiliatrice ormai da 16 anni, vivo a Roma in una comunità che anima una grande scuola, circa 880 bambini e ragazzi dai 3 ai 19 anni. Nella mia Comunità siamo circa 20 e poi abbiamo una comunità di consorelle inferme più avanti negli anni e provate nella salute.

Se devo raccontare una mia esperienza di vicinanza della croce faccio un pò fatica, ho avuto una vita molto bella e una famiglia molto unita.

Sono grata al Signore perché nella vita, pur non mancando le sofferenze e le fatiche, non ho dovuto portare il peso di croci pesanti.

Certamente la vita consacrata è un’esperienza di croce, i voti lo sono. La castità e la povertà crocifiggono gli affetti e i desideri, l’obbedienza crocifigge la volontà.

La comunità come del resto la vita familiare, è un’esperienza di croce: i fratelli e le sorelle con cui viviamo sono ricchezza ma anche motivo di fastidio, di contrasto, di discordia.

La missione con i giovani, nella sua bellezza, è una croce. Non tanto, e non soltanto per il sacrificio che richiede.

Incontro quotidianamente, nel mio impegno di educatrice e di insegnante, tanti adolescenti e giovani, che di croci pesanti ne portano molte.

La croce dell’abbandono, delle divisioni in famiglia, del lutto… ho partecipato con loro a funerali di mamme disperate che si sono tolte la vita, lasciando figli storditi da un dolore difficilmente comprensibile.

Ho parlato con giovani donne che hanno attraversato il dramma dell’aborto e della violenza.

Ecco: nella via dolorosa mi trovo ai margini della strada dove passa il Signore, dove passa gravato da un peso che non ha meritato. A dodici, tredici, sedici anni il dolore piomba su vite spesso indifese e impreparate. Anche quando frutto di errori e condotte sbagliate, si abbatte con una violenza che lascia senza respiro.

Cosa si può fare ai margini della via dolorosa?

Si può asciugare il volto del Signore, come la Veronica; si può accettare, talvolta nostro malgrado, di condividerne il peso, come Simone di Cirene.